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Appunti su Arezzo di Romina Daniele scritto per la rivista Insound n° di settembre 2006 |
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ROMINA DANIELE.COM “Io penso che la musica raramente abbia bisogno di definizioni verbali; nel momento in cui essa aderisce alle necessità della coscienza e della ricerca.” Ho postato nel guest-book AW. La mia presenza e la mia attività esistono in virtù di quest’adesione dal bisogno insopprimibile, destinata ad offendere gli animi deboli, e la mia vocalità altrimenti non sarebbe tale. AW per me è significato la sperimentazione della possibilità di trasmettere questo; ho già detto altrove che il “Premio Stratos” è stato l’unico contesto in Italia in cui ho sentito di poter proporre il mio lavoro, il quale non può volgersi per sua natura ovunque. Arezzo non è ovunque, certamente, è un festival di grande fama il cui carattere peculiare è la selezione tra gli emergenti. E’ corretto parlare di apertura di stili, ma c’è sempre un dominio di capzione che determina le scelte, non della giuria intendo, ma dei musicisti oggi, sia pure vincitori. E questo dominio ha a che fare con la top-ten. Sentire il sorgere di un applauso sincero quando Claudio Chianura ha sottolineato la necessità della ricerca oggi, nel corso dell’intervista, mi ha provocato una bella emozione! La gente lo sa che si tratta di una necessità; non può rimanere indifferente alla discussione quando viene affrontata. Quando viene affrontata. Questo il punto. Non si può dar la colpa alla gente dello stagno culturale, quanto a chi vuol far cultura crogiolandosi in stilemi stantii e la forza di superarli neanche a pagarla. La forza è una caratteristica evidente dell’Arezzo Wave Love Festival: si è richiamati da più parti del paese e vuoi che c’è il campeggio, la festa no stop, l’intreccio di pìù arti (cinema, fumetto, cabaret), il richiamo lo costituisce la musica. Nel panorama dominato da metal-core e pop elettronico degli emergenti d’Italia cosa ho significato io? Alla domanda hanno risposto molte persone avvicinandosi all’area stage durante il concerto e dopo, riflettendo sul grado di sperimentazione. Da questo punto di vista il mio scetticismo per un contest inadeguato è dovuto scemare. Confermatosi tale, invece, per quel che riguarda i parametri della diffusione audio, fissi su standards molto poco opportuni! Ciò pur rientra nel discorso sulla propositività della mia esperienza ad Arezzo, ed altro è l’importante. La certezza della coscienza di essere ed esserci è come una sensazione invadente che devasta: come la scoperta del proprio potenziale e il riconoscimento in sè della voce per dire. Chè la musica, la ricerca e la coscienza sono univoche.
Romina Daniele Luglio 2006 |
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